Devo esser sincero.
A volte i miei post non sono genuini. Non sono creati sull’attimo. Nascono come bozza e vengono ripresi più volte prima di raggiungere la forma con cui vi si presentano sotto gli occhi.
In archivio, ad esempio, ho un post su di voi, cari lettori. Un post in cui ho provato a immaginare quali siano i vostri volti e le vostre abitudini. Ma non lo pubblicherò mai perché tanto so benissimo che siete tutti uomini, alti, biondi e lampadati con una strana ossessione per i pantaloni a vita bassa e una taglia in meno di quella che dovreste indossare se non foste così dannatamente fighi. So anche che leggete i miei post dal cellulare , umts ultraslim di ultima generazione, tra una ripresa e l’altra di UominiEDonne, intanto che la Cindy vi toglie con la pinzetta quel peletto fastidioso che prima si era dimenticata di levare. D’altra parte, solo gente di un certo livello potrebbe leggere il mio blog.
Oppure ne ho uno sulle Affinità Elettive.
Sapete no? Il film. Dopo devono averne anche fatto un libro. Ma non son sicuro. Non perdo mai tempo a legger centinaia di pagine quando, al massimo in 3 ore, posso vedermi l’originale animato.
Poi c’è quello su di me.
Quello in cui dico la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità dopo aver giurato sulla videocassetta di “Gesù di Nazareth” di Zeffirelli. Anche di questo han fatto il libro dopo. Il post su di me però non lo pubblicherò mai. Potrebbe sconvolgere l’assetto mondiale. E visti i cretini che ci sono in giro, esclusi i lettori ovviamente, non voglio fare questo favore a nessuno.
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